Nel 1975 il Rione Pugilli lottò per avere Marcello Formica come fantino. Formica era stato assente dalla Quintana per due anni, durante i quali aveva corso solo per la Quintana di Ascoli. Alla fine egli accettò di indossare i colori del Pugilli e così tornò alla Quintana. Ispirato da questo momento, Lucio Cacace suggerì di aggiungere gli sbandieratori al corteo -come già in numerose manifestazioni dell’Italia centrale- al fine di dare colore al Pugilli. Esaltato dall’idea, Formica chiamò degli sbandieratori da Ascoli per farli sfilare con il Pugilli. Ernesto Tardioli, priore a quel tempo, fu entusiasta di questa nuova idea perché la trovava innovativa e perché credeva che potesse portare una volata di gioia. Trovare costumi appropriati per ricordare l’epoca della Quintana e, allo stesso tempo, abbastanza comodi per le esibizioni degli sbandieratori non fu un compito facile. Ma essi riuscirono comunque a trovare i giusti costumi per gli sbandieratori, da indossare durante gli spettacoli con le bandiere, dalla Quintana di Ascoli. L’idea degli sbandieratori era già stata proposta negli anni 60, ma il presidente del comitato artistico non la approvò perché credeva non fosse coerente con il periodo della Quintana. Nel 1976, Roberto Morosi- grande appassionato della Quintana e zio di Agostino Raiola, a quel tempo vice priore – suggerì la creazione di un gruppo locale di giovani sbandieratori. La proposta fu presentata al consiglio del rione, il quale ne fu felice e subito diede il consenso. L’unico problema da risolvere fu quello di trovare il responsabile del gruppo. Roberto Morosi prese volontariamente l’incarico e così nel 1976 fu fondato il GRUPPO SBANDIERATORI DEL RIONE PUGILLI.
Tuttavia, la fondazione del gruppo sbandieratori suscitò una grande quantità di polemiche. Le autorità del rione sostennero e difesero gli sbandieratori, ma le autorità della Quintana, specialmente Aldo Zama, non approvò in quanto riteneva che essi non fossero adeguati all’epoca. Pertanto, Lucio Cacace, Marcello Marcelli e Agostino Raiola andarono a San Sepolcro, Firenze e Siena per fare qualche ricerca. Essi trovarono 32 preziosi documenti che dimostravano che gli sbandieratori erano effettivamente esistenti nel periodo in cui nacque la Quintana. Essi scoprirono che il 1600 fu il periodo nel quale l’arte della bandiera era maggiormente sviluppata. Nel 1642 Rembrandt dipinse uno sbandieratore nel suo “La ronda di notte” che provò l’importanza che questa figura aveva in quel periodo. Con la dimostrazione della coerenza tra gli sbandieratori e la Quintana, il gruppo degli sbandieratori del Pugilli fu fondato nel 1976, con il primo capo sbandieratore Roberto Morosi. Altri membri del gruppo furono: Pantalla, Goracci, Foglietta, Belardinelli (che creò la prima asta della bandiera), Moretti, Santarelli, Fedele, Federici, e Simeoni.




